La nostra proposta
Il sito istituzionale del consiglio della regione Sardegna sintetizza in questo modo il trattamento economico dei suoi consiglieri:
€ 4.062,23 di indennità.
€ 4.003,11 di diaria a titolo di rimborso spese di soggiorno a Cagliari (per tutti i consiglieri).
€ 1.200,00 di diaria integrativa (solo per i consiglieri residenti a oltre 35 km da Cagliari).
€ 3.352,00 per spese di segreteria e rapporto eletti/elettori.
€ 780,24 per documentazione, aggiornamento e strumentazioni tecnologiche.
Il tutto per un totale di € 12.167 per i residenti a Cagliari e dintorni e di € 13.367 per chi risiede al oltre 35 km dal capoluogo.
Come abbiamo già detto l’obbiettivo di questo sito è quello di proporre un metodo per ridurre drasticamente queste somme. Vogliamo ipotizzare un cifra che ci pare più che adeguata: 5.142,88 euro per 12 mensilità. Più rimborso del canone dell’affitto di una casa per chi abita a 35 km da Cagliari fino a un massimo di 2.000 euro. Vi pare poco? Stiamo parlando di uno stipendio da dirigente d’azienda, superiore a quello di un primario di ospedale, superiore a quello di un docente universitario, oltre il doppio di quello di un direttore di una piccola filiale di banca. Ma soprattutto stiamo parlando di una cifra che è almeno il triplo di quello che guadagna l’uomo medio in Sardegna. Il triplo di un impiegato che lavora sotto stress mattina e sera dal lunedì al venerdì, il triplo di un poliziotto che rischia la vita nei turni di notte, il triplo di un operaio che sottopone il suo corpo a immani fatiche magari a contatto con sostanze nocive. Si potrà certo obbiettare il fatto che noi non abbiamo nessun diritto di stabilire quanto devono guadagnare i politici, ma tanto più non è giusto che lo decidano loro. E visto che lo stipendio dei politici è altissimo e che loro non danno segno di voler operare una drastica riduzione ci proviamo noi. Del resto questa è solo una proposta, in base alla quale però speriamo possa nascere un impegno preciso della classe politica di fonte agli elettori.
Tuttavia se anche riuscissimo nell’impresa di far approvare una legge non avremmo risolto il problema alla radice: il conflitto di interessi. Come infatti chi governa si può ridurre lo stipendio, allo stesso modo se lo può rialzare a proprio piacimento. Magari cogliendo la scusa di un adeguamento rispetto all’inflazione.
Bisogna quindi escogitare un meccanismo che regoli in maniera definitiva la retribuzione della classe politica, in modo da togliere definitivamente dalle mani dei politici ogni decisione sul proprio reddito. Noi vogliamo proporre il Salary Cap ovvero tetto salariale, nome preso in prestito per analogia di significato dagli sport professionistici. Più in concreto proponiamo di legare la retribuzione (i 5.142 euro) a un indicatore importantissimo per qualsiasi sistema economico: il PIL pro-capite. Si parte dal concetto di PIL prodotto interno lordo che rappresenta il valore complessivo di tutti i beni e servizi destinati all’uso finale prodotti in un economia. Il PIL pro-capite non è altro che il risultato della divisione tra il PIL e il numero di abitanti del territorio.
Tornando alla Sardegna possiamo partire dal dato Istat 2006 sul Pil ai prezzi di mercato per abitante espresso in euro correnti ovvero 19.654,3. Questo è il Pil procapite annuo quindi il mensile (19.654,3/12) è uguale a 1.637,86. Ora dividendo il reddito proposto di 5.142,88 per questa cifra otteniamo 5.142,88/1.637,86=3,14. Ogni anno il reddito dei consiglieri sarà determinato moltiplicando il reddito pro-capite rilevato in Sardegna per il parametro del Salary Cap, 3,14 appunto che è anche il Pi greco π, così che possiamo pure rendere onore alle scienze geometriche. Quindi ogni anno il reddito dei consiglieri regionali sarà ricavato moltiplicando l’ultimo reddito pro-capite rilevato in Sardegna per il π 3,14 che sarà appunto il nostro parametro Salary Cap. Dal momento che il Pil riflette in tutto e per tutto l’inflazione, sarà opportuno ponderare il dato e utilizzare come anno base quello del primo dato che si prende in considerazione (in questo caso il 2006). L’anno base sarà aggiornato ogni cinque anni.
Un sistema di questo tipo è meno complicato di quanto può sembrare e ha il grosso vantaggio di legare la retribuzione di chi governa un territorio ai risultati del territorio stesso. Anche se il Pil non è un indicatore di benessere universale ci sembra il più adatto, anche per la sua facile reperibilità.
In sostanza noi vogliamo chiedere a tutti i candidati la disponibilità a elaborare, promuovere e votare una legge con le seguenti caratteristiche e i seguenti effetti:
- abolizione delle seguenti voci retributive: diaria, rimborso forfetario delle spese sostenute per spese di segreteria e rappresentanza per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori, contributo per spese di documentazione aggiornamento stampa e strumentazioni tecnologiche, assegno di fine mandato e assegno vitalizio;
- costituzione di una indennità consiliare legata indissolubilmente al Pil procapite del territorio amministrato in modo che la prima sia il risultato del prodotto tra il Pil procapite e il valore π di 3,14 (Pil procapite x 3,14 = indennità di carica);
- suddivisione dell’indennità in 12 pagamenti mensili;
- aggiornamento annuale della misura del Pil procapite con ponderazione ai prezzi del primo anno di riferimento;
- aggiornamento quinquennale dell’anno di riferimento per la ponderazione;
- esclusione degli anni a inflazione negativa come anni di riferimento per la ponderazione;
- rimborso del canone di affitto sostenuto nella città di Cagliari per un massimo di € 2.000,00 mensili (per i soli consiglieri residenti oltre 35 KM da Cagliari);
- costituzione di un sistema previdenziale di tipo contributivo senza variazione delle attuali ritenute;
- esclusione assoluta di qualsiasi voce diversa da quelle appena indicate;
- con scadenza mensile: suddivisione dell’indennità per numero di sedute così da pagare effettivamente solo le sedute presenziate, salvo i casi di malattia certificata.
In alternativa sarà ritenuto soddisfacente un sistema che vincoli la retribuzione dei politici al CCNL di una data categoria professionale. L’importante è che si prenda come riferimento una categoria molto diffusa e un livello professionale molto basso. La retribuzione non dovrà in ogni modo superare i 5.142,00 € e non vi dovrà essere nessun altra voce di retribuzione/rimborso al di là quella prevista per l’affitto della casa con massimale di 2.000,00 € mensili.
Non appena verranno rese note le liste cominceremo a inviare a tutti i candidati tramite e-mail la nostra proposta. Nella sezione “le loro risposte” abbiamo creato un’ apposita tabella in cui verranno raccolte le risposte di tutti i candidati. Chiediamo soltanto una lettura della nostra proposta e una semplice risposta: si o no. Consci della difficoltà di far approvare una legge di questo tipo formuliamo una proposta integrativa. Dal momento che la legge potrebbe non essere approvata sia per complicazioni burocratiche sia perché non voluta dalla maggioranza vogliamo proporre, a chi tra i candidati fosse d’accordo, di devolvere tutta la retribuzione eccedente i 5.142,88 euro (fatti salvi i 2.000,00 euro mensili per l’affitto per i consiglieri residenti a oltre 35 km da Cagliari) a enti di beneficenza che indicheremo sul sito e di rendere pubbliche le ricevute dei versamenti. I candidati che si mostreranno così disponibili e responsabili saranno premiato con l’inserimento del loro nome nella sezione i migliori.
La spedizione delle e-mail è già cominciata ma toccherà l’apice dopo le pubblicazioni ufficiali delle liste. Tuttavia siamo consci che sarà difficile rintracciare l’indirizzo di posta elettronica di tutti i candidati. Per questo motivo, entro il primo di febbraio, si procederà con un invito massivo agli indirizzi dei partiti ai quali si chiederà di girare l’e-mail ai propri candidati non ancora raggiunti. L’iniziativa sarà inoltre comunicata da subito ai principali mezzi di informazione e ai partiti, in modo da mettere tutti nella condizione di rispondere da subito al nostro invito.
